L’ultimo venditore di pesce.

Strada verso un nuovo mattino.
Occhi pesanti, movimenti lenti e deliberati. È un momento. Mentre si lava le mani, alza la testa e mi vede. Ci guardiamo attraverso l’obiettivo. Clicchiamo. Mentre intorno a noi si svolgono le ultime operazioni prima della chiusura, un altro momento del tempo viene catturato per sempre.

C’è una lunga notte di lavoro nella stanchezza di quest’uomo, mai interrotta, anche ora che è finalmente mattina. Le immagini che ho raccolto nel mio libro “Tokyo Tsukiji”, proprio come questa, dipingono una storia discreta, quotidiana, quasi minimalista, che tuttavia mostra un lato del Giappone diverso da quello tipico che conosciamo. Ho cercato di mostrare lo iato che c’è tra la fine del lavoro e il non potersi ancora riposare, ma quando finalmente non ci si preoccupa più del lavoro.

In questo siamo tutti molto simili. E anche più umani.