La strada verso la vita ordinaria.
Non c’è nulla da nascondere, nulla da mostrare.
Nel più grande mercato del pesce del mondo, a quest’ora del mattino, durante il processo di svuotamento, è quasi impossibile vedere il pesce. Ciò che rimane dopo il caos delle trattative è all’interno di casse di polistirolo bianche e piene, impilate l’una sull’altra.
Non c’è nulla da nascondere, nulla da mostrare. Solo vita ordinaria e movimenti ordinari. Un uomo fruga nella sua borsa, un altro si toglie la scarpa e si controlla il piede. Un operaio guida verso la fine della giornata, stanco ma concentrato.
Non c’è più nulla da vedere in questo mercato, diventato un’attrazione turistica, uno stereotipo di vita frenetica. Gli spazi aperti, le luci, gli angoli ombreggiati che fanno spiccare le singole figure tra la massa, il composto multidimensionale che si è ritirato per lasciare spazio al lento mondo degli uomini, all’espressione fisica della loro stanchezza, al senso di riappropriazione di sé.
Scatto le fotografie, senza farmi notare, e vedo semplicemente la vita reale.