Metropoli.

Strada verso nuove dimensioni umane.
Chi siamo veramente? Dalle persone che vedo attraverso l’obiettivo non riesco a trovare una sola risposta. Chi siamo, dove siamo: l’ambiente in cui viviamo cambia il nostro modo di essere: il modo in cui ci presentiamo, interagiamo con gli altri e l’immagine complessiva di noi stessi che trasmettiamo.
Questo cambiamento è più visibile nei grandi centri urbani, agglomerati di identità che ci attraggono, in un processo di urbanizzazione globale, allontanandoci allo stesso tempo dal contesto in cui siamo cresciuti e dove abbiamo formato la nostra identità.
Nelle città le persone arrivano da ogni dove e da ogni ceto sociale: la loro vita si intreccia con quella urbana, attraverso le strade, i muri e le folle di persone, muovendosi verso nuove possibilità di successo.

Mi capita spesso di osservare come, nel ritmo frenetico e iper-stressante delle grandi città, dove anche i propri spostamenti e il modo di impiegare il tempo libero finiscono per essere standardizzati, l’ancora dell’identità di un individuo finisca per essere il suo smartphone. Un piccolo contenitore dei contatti di ieri e delle possibilità di domani, delle foto che sono diventate ricordi e di quelle che condividiamo per raccontare la nostra storia. È così ovunque ci si trovi, New York, San Francisco o Tokyo, sono solo le città in cui ho scattato le foto di questo post: da soli o in mezzo alla folla, lo smartphone ci ricorda chi siamo anche quando la città circostante, così grande e così diversa, ci fa sentire persi.

È la dimensione urbana a dominare gli individui o viceversa? Siamo protagonisti attivi del nostro cambiamento o ci limitiamo a subirlo?

Questo rapporto tra uomo e città è qualcosa che desidero indagare, sempre attraverso la fotografia, nel progetto “Street Diaries”.
Nelle prossime settimane parlerò di altri argomenti in attesa di condividere con voi il progetto completo. Continuate a seguirmi qui sul mio blog e sui miei canali Facebook e Instagram.