Equilibrio.
Sbuffare una sigaretta come se fosse ossigeno. Un piccolo gesto, apparentemente senza senso, che a Tsukiji diventa la linea di confine tra la fine e un nuovo inizio. Per i lavoratori del mercato, la giornata non finisce dopo aver finito di lavorare: inizia, in realtà, perché qui si lavora di notte e all’alba. Poi c’è il resto della vita da condurre: la quotidianità, gli impegni, la famiglia. E si ricomincia da qui, da questa sigaretta: un momento rubato e meritato, tanto atteso e così fugace.
Sembrano concetti opposti, ma non lo sono. La sospensione è la dimensione necessaria per creare un legame tra ciò che accade all’interno di Tsukiji e il mondo che aspetta fuori.
Nei momenti di vuoto ho visto l’armonia.