Dentro i miei momenti.

Momenti.
È così che è nato il mio amore per la fotografia, in un momento delle vacanze dopo il liceo, quando, più per fascino che per curiosità, ho preso in mano la macchina fotografica del fratello di un mio amico fotografo e ho guardato per la prima volta attraverso l’obiettivo. Momenti.

Saper cogliere l’attimo: come quando sono andato a comprare la mia prima macchina fotografica, una Pentax K1000 SLR. La possiedo ancora adesso. Un momento per entrare in contatto, una vita per fotografare e capire che la strada che stavo percorrendo mi avrebbe portato inevitabilmente al bianco e nero: perché il bianco e nero è libertà, interpretazione. E questo è di per sé colore. È la forza del messaggio, senza distrazioni. Momenti. Un momento è sufficiente perché la vita cambia direzione. Un attimo prima accetto l’offerta di seguire la Croce Rossa come fotografo nella Guerra del Golfo, l’attimo dopo dico addio a mio padre, metto da parte le mie scelte personali e resto. Ma non smetto di fotografare. Momenti. Basta un attimo per fotografare in strada, il mio ambiente preferito.

Essere “scelti” dalla macchina fotografica giusta, quella che rende lo scatto naturale come il respiro, e non volerla più lasciare: è così che mi sono sentito con Leica.

E sono questi i momenti che fotografo, momenti di vita quotidiana, di vita vera, di umanità. Oltre trent’anni di fotografia sono una collezione di momenti, alcuni dei quali durano il tempo necessario per catturarli in una foto, altri si allungano nel tempo, diventando nuove strade da percorrere. Per questo cerco i momenti in strada: perché è il luogo in cui siamo ciò che siamo, dove può accadere tutto o niente, ma anche quel “niente” non è che un riflesso della natura umana.

L’essenza della mia storia, scatto dopo scatto