La vita, in pausa.

Tsukiji.

Una pausa, giusto il tempo di una sigaretta.

Mi recai a Tsukiji ogni giorno per diversi giorni, per esplorare, per fotografare, per farmi un’idea.

E nella tarda mattinata, quest’uomo era sempre lì: nello stesso posto, con gli stessi vestiti, accanto alla sua bicicletta, nella stessa posizione. A fumare. Un tiro e una boccata. Un momento del tutto ordinario che davanti ai miei occhi cominciava ad allungarsi, nella sua identica ripetizione, giorno dopo giorno, creando una nuova dimensione. La sospensione tra la fine della giornata lavorativa, che per i grossisti qui è la mattina, e l’inizio del resto della vita, in attesa fuori dal mercato.

Questo è il momento che mi ha dato l’ispirazione per una strada da seguire. Non vedevo ancora la meta (che oggi è il libro frutto del progetto), ma la direzione mi era chiara: l’osservazione dell’umanità più fedele a se stessa, senza filtri, dopo la frenesia delle aste e prima che ricomincino, per l’ennesima volta.

Ho iniziato a cercare altri momenti come questo. Tsukiji mi ha aperto le sue porte, per farsi vedere come mai prima, quasi a voler offrire la sua autenticità.