L’immagine di un suono.

Silenzio.
Rumore assordante. Veicoli che passano all’infinito. Passando in mezzo a ondate di persone che camminano, clienti, turisti, venditori ambulanti. Un ingorgo in continuo movimento, dove anche sollevare una cassa da una parte all’altra richiede un’estrema abilità – e pazienza.
E poi, il traffico progressivamente impazzito e i corridoi intasati che sembrano ingrandirsi per lasciare spazio ai banchi da pulire. Le ruote che girano dei carrelli sembrano quasi prendere il ritmo di un respiro stanco, di un sospiro, di palpebre che si appesantiscono. I passi, dopo il confuso frastuono, mi sembrano riecheggiare solenni tra un quadro e l’altro.